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Long Covid: noto anti-diabetico potrebbe ridurre i sintomi del 42%

Tempo di lettura: 2 minuti

Un comune ed economico farmaco per il diabete potrebbe essere fondamentale nel combattere il Long Covid. A dimostrarlo, uno studio dell’Università del Minnesota

Un comune anti-diabetico potrebbe porre fine, o quasi, all’emergenza Long Covid, la sindrome post-infezione che colpisce milioni di persone nel mondo. Uno studio clinico dell’Università del Minnesota ha infatti scoperto che la metformina ha ridotto del 42% il rischio che una persona sviluppi il Long Covid. La metformina viene assunta da circa 20 milioni di diabetici di tipo 2 negli Usa. I ricercatori sono convinti che il farmaco possa ‘spegnere’ la replicazione delle cellule infette nel corpo, riducendo lo stress ossidativo e l’infiammazione. Lo studio è pubblicato tra i paper pre-print di ‘The Lancet’.

Nella ricerca americana è emerso che solo il 6% di chi utilizza la metformina ha sviluppato il Long Covid contro il 10,6% che non ha assunto il farmaco anti-diabetico. Il Long Covid è ufficialmente definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una sindrome post-infezione, responsabile dell’insorgenza di nuovi sintomi correlati al virus tre mesi dopo l’infezione iniziale. Tali sintomi possono durare da mesi ad anni e ancora oggi i medici fanno fatica a capire le cause di queste disturbi. Il Long Covid comprende una vasta gamma di sintomi come mancanza di respiro, annebbiamento cerebrale, affaticamento e anche depressione.

È per tutti questi motivi che da diverso tempo scienziati di tutto il mondo sono alla ricerca di un trattamento efficace per fermare i sintomi. La metformina è utilizzata contro il diabete riducendo la quantità di zucchero rilasciata dal fegato nel sangue e migliorando la risposta del corpo all’insulina. Ci sono però sempre più evidenze che il farmaco abbia un’ampia varietà di altri effetti che non sono completamente compresi. Sembra infatti attenuare l’infiammazione, che è coinvolta in tutti i processi patologici, compreso il Covid.

I dettagli dello studio

Nel nuovo studio, il team del Minnesota ha reclutato 1.125 partecipanti risultati postivi al Covid e con sintomi. A ciascuno di loro i ricercatori hanno somministrato in momenti distinti e casuali un placebo, l’anti-parassitario ivermectina, la fluvoxamina (usata contro il disturbo ossesivo compulsivo) e la metformina. I soggetti sono poi stati seguiti circa 9 mesi, dopo i quali i ricercatori hanno verificato se in seguito avessero ricevuto una diagnosi di Long Covid.

I risultati hanno mostrato che la metformina è più efficace se assunta precocemente. Infatti, quando il farmaco è stato preso meno di 4 giorni dopo l’inizio dei sintomi, le provabilità di contrarre il Long Covid sono diminuite di oltre il 50%. Lo studio è ancora in fase di pre-stampa ed è in attesa di peer-review prima della pubblicazione su un’importante rivista medica. Ma gli esperti hanno già accolto la scoperta definendola “promettente” e “un’ottima notizia”.

Clicca qui per leggere lo studio in pre-print. 

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