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Una nuova via: sfruttare la memoria immunitaria per combattere il cancro

Tempo di lettura: 2 minuti

Da un recente studio italiano emerge un nuovo approccio già definito come ‘l’immunoterapia del futuro’

Arriva un nuovo e promettente approccio per smascherare e colpire le cellule tumorali, abilissime nel nascondersi al sistema immunitario. In sostanza il metodo consiste nell’utilizzare la memoria che l’organismo ha delle precedente vaccinazioni, fatte quando si era bambini. Il meccanismo è semplice: iniettare nel tumore un antigene legato ad un vaccino già fatto affinché il sistema immunitario lo riconosca ed attacchi le cellule neoplastiche ‘portate allo scoperto’. La tecnica è già stata definita come ‘L’immunoterapia del futuro’. La nuova via emerge da uno studio condotto dall’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale, l’Università di Genova e L’Istituto di Tecnologie Biomediche del Cnr di Segrate. I risultati sono visibili sul Journal for Immunotherapy for Cancer.

ll procedimento

Ma entriamo nel dettaglio. Lo studio mira quindi a reindirizzare la risposta immunitaria contro i tumori che si ‘nascondono’ alle cellule-sentinella dell’organismo, sfruttando la memoria dei vaccini già ricevuti. Gli esperti hanno sperimentato la tecnica sui topi, utilizzando un modello di vaccino basato su una proteina non tumorale, l’ovalbumina. I ricercatori hanno prima vaccinato i topi contro l’ovalbumina per poi, una volta sviluppatosi il tumore, iniettare nella neoplasia nanoparticelle contenenti l’ovalbumina, appunto. Il risultato? La potente risposta immune anti-albumina è stata reindirizzata contro il tumore. Con questo approccio è stato possibile arrestare la crescita fino, in alcuni casi, alla scomparsa di due tumori sperimentali del melanoma e della vescica. Il passaggio successivo sarà l’avvio della sperimentazione sull’uomo, utilizzando non un modello vaccinale ma antigeni dei vaccini già fatti nell’infanzia

“Una terapia che potenzialmente può essere diretta contro ogni forma di tumore”

“Si tratta di una terapia che potenzialmente può essere diretta contro ogni forma di tumore – osserva Gilberto Filaci, coordinatore dello studioUna terapia che sfrutta l’immunità dovuta alle vaccinazioni pediatriche, come il tetano o l’epatite contro cui tutti vengono vaccinati da bambini. Il punto – rileva l’esperto – è che i tentativi fatti per sviluppare vaccini antitumorali hanno spesso fallito”.

“Questo perché i tumori riescono a impedire o spegnere le risposte immunitarie contro le proprie componenti molecolari. Ma i tumori, però, nulla possono contro le risposte immunitarie già esistenti, come quelle che si sviluppano quando ci si vaccina da bambini. Nasce da qui l’idea dello studio”.

“Questa strategia innovativa presenta nuovi vantaggi – spiega ancora Filaci. Può essere infatti applicata a ogni paziente, perché l’unico requisito consiste almeno in una vaccinazione pediatrica che possa essere sfruttata per reindirizzare contro il tumore la risposta immune. Inoltre, l’approccio è possibile contro ogni forma di tumore e la procedura di somministrazione è molto semplice perché è sufficiente pungere il tumore per iniettare le nanoparticelle caricate con l’antigene giusto. Naturalmente rimane molta strada fare prima che questo nuovo approccio terapeutico possa essere somministrato ai pazienti. Ma – conclude l’esperto – cercheremo di percorrere rapidamente le tappe per raggiungere il traguardo”.

Clicca qui per leggere i risultati dello studio. 

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