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TUMORE AL COLON: SINTOMI E CURA – DOTTORESSA MANUELA DETTORI

Tempo di lettura: 5 minuti

PER LA RUBRICA “CONOSCERE L’ONCOLOGIA”, OGGI PARLIAMO DI TUMORE AL COLON SINTOMI E CURA: LA DOTTORESSA MANUELA DETTORI CI PARLA DI SCREENING E DIAGNOSI DEL TUMORE AL COLON

Conoscere l’oncologia” è il format di Italian medical news dedicato alle malattie oncologiche, come riconoscerle, quali sono gli strumenti per fare diagnosi e le moderne terapie di cui dispongono i pazienti, che consentono una diminuzione della mortalità e una vita dignitosa.  Abbiamo intervistato la dottoressa Manuela Dettori, dirigente medico presso Ospedale Oncologico Businco, la quale ci parlerà di tumore al colon, sintomi e cura.

TUMORE AL COLON SINTOMI E CURA

Dottoressa quali sono i principali segnali e sintomi a cui prestare attenzione per una diagnosi precoce di tumore al colon?

I sintomi e segni a cui prestare attenzione sono molteplici e alcuni dei quali abbastanza specifici, iniziamo con una problematica a carico dell’apparato digerente e del colon, come ad esempio un’alterazione nell’andare di corpo in senso stitico o in senso diarroico oppure alla comparsa di sangue rosso vivo nelle feci. Altri disturbi che creano un campanello d’allarme sono generici, aspecifici come una perdita di peso immotivata, sensazione di stanchezza correlata ad anemia, dolori addominali, sensazione di gonfiore postprandiale, che rende più lunga la digestione. Non tutti i sintomi sono sempre presenti e la sintomatologia dipende dal tratto di intestino coinvolta nella malattia tumorale.

Se la malattia interessa il colon discendente, sigma o retto, sarà facile vedere sangue rosso vivo nelle feci. Mentre se interessa un tratto di intestino più a monte, il sangue sarebbe frammisto alle feci quindi non visibile. Nel colon sinistro prevalgono disturbi di tipo occlusivo difficoltà ad andare in bagno, associata talvolta ad alvo diarroico. Mentre a carico nel colon destro sono più frequenti disturbi aspecifici: stanchezza associata ad anemia, ovvero perdita cronica di emoglobina. Se i disturbi persistono per due o più settimane, è importante fare riferimento al medico di famiglia per indagarli con ulteriori accertamenti.

IMPORTANZA DELLO SCREENING

Quanto è importante lo screening regolare, la colonscopia, nella diagnosi precoce in questa patologia?

Lo screening è fondamentale, soprattutto la colonscopia per la prevenzione nella diagnosi precoce del colon retto perché ci permette di individuare e rimuovere delle lesioni precancerose, ad esempio, dei polipi prima che questi si trasformino in tumori maligni. Questo riduce significativamente la mortalità della malattia e talvolta consente interventi chirurgici meno invasivi e più efficaci. Questo perché il cancro del colon retto ha origini quasi sempre da formazioni polipoidi, polipi adenomatosi. Questi sono di tipo benigno e si stima che questi impieghino un arco temporale tra i 7 e i 15 anni per trasformarsi in maligni. In questa finestra temporale la colonscopia è fondamentale perché li individua e consente di asportarli prima che si trasformino in lesioni maligne. La diagnosi precoce aumenta le probabilità di guarigione e si è stimato che i programmi di screening possano impattare riducendo la mortalità del tumore fino al 20 per cento.

OPZIONI TERAPEUTICHE EFFICACI

Quali sono oggi le opzioni terapeutiche più efficaci per il tumore del colon retto partendo dalle fasi iniziali fino ad arrivare a quelle avanzate?

“Il trattamento del tumore del colon dipende dallo stadio della malattia. Nelle fasi precoci parliamo di stadio primo, secondo e anche terzo; in questo caso si tratta di malattie aggredibili chirurgicamente. A cui fa seguito, soprattutto nello stadio terzo ma anche secondo definiti ad alto rischio, un trattamento chemioterapico definito adiuvante (che abbia un intento precauzionale per ridurre il rischio di recidive). Nello stadio quarto, quando c’è presenza di metastasi a distanza, il trattamento prevede maggiormente delle terapie mediche sistemiche, chemioterapia a cui si associano terapie biologiche talvolta mirate verso recettori che possono essere studiati sul pezzo bioptico o sul pezzo operatorio.

Al giorno d’oggi esiste anche la possibilità di usare trattamenti immunoterapici, questi sono molto efficaci ma non in tutti i tumori del colon. La maggior efficacia è stata infatti dimostrata in una sottopopolazione di pazienti che presentano una caratteristica definita come instabilità microsatellitare. In questi pazienti l’immunoterapia oggi rappresenta la terapia gold standard.

Nelle fasi avanzate esistono trattamenti locoregionali, sia di tipo chirurgico che di tipo radioterapico o anche di tipo ablativo. Questo soprattutto quando la malattia metastatica è presente solo in un organo, ad esempio a livello epatico o esclusivamente a livello polmonare. Quindi insieme a un trattamento sistemico è possibile concentrarsi sulla sede dove vediamo la malattia e quindi usare metodiche combinate poi locoregionali.”

QUANTO INCIDE LO STILE DI VITA NELLA PREVENZIONE E NELLA CURA DELLA MALATTIA

Che ruolo hanno lo stile di vita, l’alimentazione, l’attività fisica sia nella prevenzione sia nel percorso di cura di questa patologia ?

“Stile di vita, alimentazione e attività fisica giocano un ruolo cruciale nella prevenzione ma anche nel percorso di cura e nelle fasi di malattia conclamata. Ci sono studi epidemiologici che hanno dimostrato che mangiare cibi molto elaborati, ricchi di grassi, carne rossa, insaccati, abuso di alcool, vita sedentaria, fumo di sigaretta, sovrappeso, sono tutti fattori di rischio che incrementano il rischio di ammalarsi di malattia intestinale.

Quindi già eliminare questi fattori è prevenzione primaria e diminuisce il rischio di ammalarsi di queste malattie. Questo perché una dieta corretta, che preveda l’assunzione di fibre, frutta, verdura aumenta il transito intestinale quindi fa sì che eventuali potenziali cancerogeni rimangano meno tempo a contatto con le pareti intestinali.

Lo stesso ruolo viene svolto anche dall’attività fisica, infatti il movimento aiuta il transito intestinale, lo accelera oltre a controllare i livelli di insulina e a mantenere il controllo del peso. Questo ha un impatto non solo nella prevenzione primaria, ma sono stati riportati dei risultati recenti anche in convegni regionali degli ultimi anni in cui si dimostra proprio come l’attività fisica regolare, almeno 3 volte alla settimana, possa portare alla riduzione del rischio di recidiva, della ricomparsa della malattia in persone che hanno già avuto diagnosi di neoplasia intestinale. Quindi importanti sono il normopeso, alimentazione corretta, evitare il fumo e svolgere attività fisica regolare.”

COMMENTO FINALE

Dottoressa vuole aggiungere un commento finale su questa patologia ?

“Si, il tumore del retto è una neoplasia potenzialmente mortale se lasciata libera di progredire. Però se viene diagnosticata negli stadi più precoci c’è la possibilità concreta che possa essere una malattia del tutto guaribile. Infatti i dati di sopravvivenza della malattia negli stadi precoci superano il 90% mentre scendono drasticamente negli stadi più avanzati. Il mio invito è la partecipazione alle campagne di screening, per la ricerca del sangue occulto fecale e l’esecuzione della colonscopia.”

Per concludere diciamo che la ricerca e la clinica ci offrono oggi strumenti straordinari: il tumore del colon-retto è una malattia da cui si può guarire, a patto che si giochi d’anticipo. La prevenzione non è un’opzione, ma la nostra prima e più importante linea di difesa. Prendersi cura di sé significa, prima di tutto, arrivare in tempo.

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