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Un farmaco sperimentale riduce il rischio di recidiva dopo ictus

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È quanto emerge dai nuovi dati di uno studio internazionale che ha coinvolto anche 22 centri italiani

Un farmaco sperimentale ha dimostrato una riduzione del 26% del rischio di recidiva nell’ictus ischemico. Il dato emerge dallo studio internazionale Oceanic Stroke, che ha coinvolto 22 centri italiani, coordinati dall’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna. Il trial ha valutato l’impiego di una nuova classe di antitrombotici, con particolare riferimento all’asundexian, in aggiunta alla terapia antiaggregante standard.

Lo studio ha coinvolto oltre 12.000 pazienti con ictus ischemico non cardioembolico o attacco ischemico transitorio (TIA). Il trial, sponsorizzato da Bayer, è stato coordinato a livello internazionale dal Population Health Research Institute in collaborazione con la McMaster University. I risultati sono stati presentati nei giorni scorsi all’International Stroke Conference di New Orleans e pubblicati contestualmente sul New England Journal of Medicine.

L’Italia ha partecipato allo studio con 22 centri clinici, sotto il coordinamento dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, contribuendo all’arruolamento di poco meno di 400 pazienti. Di questi, circa 50 sono stati inclusi presso l’Ospedale Maggiore di Bologna, sede della Rete Stroke Metropolitana, coordinata da Andrea Zini, Principal Investigator dello studio e autore principale della pubblicazione sul New England Journal of Medicine in qualità di membro dello Steering Committee internazionale.

Fonte.

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ictus
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