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Vaccini, il Lazio parte con la terza dose per i soggetti trapiantati

Tempo di lettura: 2 minuti

L’azienda che produce Pfizer è pronta a dare i dati per la fascia 5-11 anni

Tutto pronto per la trasmissione dei dati da parte dell’azienda Pfizer BioNTech in merito ai vaccini per i bambini compresi nella fascia d’età tra i 5 e gli 11 anni. Dati utili per cercare di capire come coprire una fascia importante e aumentare la cifra dei vaccinati avvicinandosi alla totalità. Rimarrebbe, poi, solo la fascia di età inferiore. Il periodo di consegna dei dati è fissato per la fine di settembre. Sarà una dose di dieci microgrammi, pari a un terzo di quella prevista per gli adulti. Entro la fine dell’anno, poi, saranno consegnati i dati per i bambini della fascia d’età inferiore ai 5 anni. Consegnati i dati, l’azienda produttrice del vaccino, poi, provvederà alla richiesta dell’approvazione e cominciare la copertura vaccinale. Si corre su più strade.

Non si può fare altrimenti. In più si punta alla terza dose per gli immunodepressi, gli over80 e gli operatori sanitari. E in tal senso, va presa positivamente il tweet di Nicola Zingaretti, che ha annunciato l’inizio di questa nuova campagna di richiami. Si comincerà con le persone che hanno ricevuto un trapianto. Persone che saranno contattate dal sistema sanitario regionale.

Il dato oggettivo, comunque, è affidarsi ai vaccini perché sono l’unico scudo contro la pandemia. Da un lato le somministrazioni, dall’altro i continuio studi per valutarne efficacia e controindicazioni.

AIFA ha pubblicato dati rassicuranti sui vaccini: non c’è comparsa di nuovi eventi avversi

“I dati sono rassicuranti sulla non comparsa di nuovi eventi avversi e confermano la presenza di soli sintomi lievi e transitori. Quindi questi vaccini oltreché straordinariamente efficaci sono altrettanto sicuri”. Lo sostiene in un’intervista al Corriere della Sera il direttore dell’AIFA, Nicola Magrini, facendo il punto sull’efficacia dei vaccini e sugli effetti analizzati proprio dal rapporto AIFA che segnala il 13,8 per cento di casi gravi: “Si tratta di segnalazioni di eventi e non di casi dove sia stato dimostrato il rapporto causale tra vaccino e conseguenze negative – precisa – La funzione della farmacovigilanza è proprio questa. Raccogliere tutto ciò che, ad un’analisi approfondita, potrebbe costituire un problema. Non abbiamo questa indicazione. La comunità scientifica non ha dubbi”. 

E sulla terza dose chiarisce che “abbiamo individuato due popolazioni ben diverse tra loro, gli immunodepressi, che rappresentano una parte della più vasta popolazione dei fragili, e la popolazione generale. Per i primi c’è una certa urgenza di garantire una migliore maggior risposta al vaccino. Mentre per la seconda occorre fare una riflessione, sulla base delle evidenze disponibili, di quali sottogruppi possono beneficiare di un richiamo e in che tempi”.

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Foto tratta dalla pagina della Regione Lazio
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