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Il Covid rallenta le prestazioni, dr. Spiezia: “Salute, diritto non più rispettato”

Tempo di lettura: 2 minuti

L’allarme sulla salute lanciato dal primario endocrinologia dell’Ospedale del Mare di Napoli

Ormai è una situazione della quale se ne parla da un po’. Ed è stato anche il più grande problema sorto all’epoca della pandemia. Quello di non riuscire a garantire le cure necessarie di altre patologie che non siano strettamente legate al covid. Reparti intasati, ospedali al collasso e impossibilità di poter prendere altre persone, lasciando indietro chi ha bisogno di altro tipo di cura. Un diritto alla salute che non sempre rispettato.

L’allarme, l’ennesimo, arriva da Napoli ed è raccolto dall’Ansa in un’intervista. A parlare è il primario di endocrinologia dell’Ospedale del Mare di Napoli, il dottor Stefano Spiezia.

Oltre al Covid e ai malati oncologici esiste una platea enorme di pazienti che hanno un bisogno di salute che non viene più rispettato ormai da due anni. E questo è gravissimo, perché ci sono ricadute sociali, psicologiche e fisiche su queste persone”.

Il primario ha parlato della ricaduta del Covid sulle attività chirurgiche, con la riduzione dei ricoveri e degli interventi.

Da due anni non riusciamo a fare chirurgia di elezione. Il problema è che le risorse sono limitate. In questi due anni non ci sono stati inteeventi preventivi sulle ondate Covid. La situazione è rimasta ferma, non è stato fatto nulla e l’assenza di investimenti non poteva che ricadere ancora una volta sulla popolazione”.

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Fonte Asl Napoli 1 Centro
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