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Disabilità, l’appello dell’Onu: “Al centro l’autonomia della persona”

Tempo di lettura: 2 minuti

Secondo Gerard Quinn, Relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, urge assolutamente un nuovo approccio

Un nuovo modello per le persone con disabilità. Il Relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, Gerard Quinn, ha presentato un nuovo rapporto al Consiglio dell’Onu per i Diritti Umani. Il documento è incentrato sulla necessità di un nuovo approccio, sottolineando che i servizi per queste persone andrebbero “re-immaginati” per adattarsi al mondo che cambia e per rendere effettivo il diritto delle persone con disabilità a vivere in modo indipendente e ad essere incluse nella comunità.

Nel rapporto si sottolinea come “i modelli tradizionali di supporto spesso perpetuino la dipendenza e la mancanza di libero arbitrio. Modelli che si concentrano sulle menomazioni e considerano le persone con disabilità destinatari passivi di cure”. Un approccio che secondo Quinn “è in contrasto con la Convezione sui diritti delle persone con disabilità, che si fonda sulla personalità, l’autonomia e l’inclusione nella comunità. Sta emergendo una filosofia del servizio e del supporto completamente nuova – ha ricordato Quinn. Una filosofia che richiede un’articolazione più chiara a livello legislativo e politico”.

L’importanza del settore privato

Secondo Quinn, c’è bisogno anche un maggiore coinvolgimento del ‘privato’. “Gli stati – ha dichiarato – devono allontanarsi dai sistemi storicamente costruiti per fornire una rete di sicurezza materiale, sistemi che hanno sempre relegato le persone con disabilità ai margini della società“.

“Abbiamo i mezzi per implementare una nuova filosofia di servizi guardando anche a quello che offre il mercato del settore. Le personalità e l’inclusione sociale dovrebbero sempre determinare il modo in cui i servizi e i sistemi di supporto sono progettati, forniti e monitorati”.

“Tuttavia, l’obiettivo – rimarca il relatore speciale Onu – non è quello di sostituire il settore pubblico con quello privato. Il settore delle imprese può essere infatti una forza positiva per il cambiamento se opera in modo condiviso e attivo con la società civile, creando prodotti e servizi che promuovano veramente i diritti. In un momento di crisi globale del costo della vita senza precedenti, i sistemi e i servizi di supporto relativi alle persone con disabilità devono avere la priorità. Bisogna garantire che nessuno venga lasciato indietro”.

Clicca qui per leggere il rapporto originale.

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