Italian Medical News

Giornata Mondiale del Diabete: l’Italia fa scuola di prevenzione

Tempo di lettura: 3 minuti

In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, esaminiamo il ruolo pionieristico dell’Italia nella prevenzione del diabete di tipo 1. Attenzione però anche all’emergente epidemia di diabete tipo 2 tra i giovani

Il 14 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del Diabete, istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La Giornata viene organizzata per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sul diabete sulla sua prevenzione e gestione.

In occasione di questa importante data, dunque, è fondamentale riflettere sulla situazione attuale del diabete, specialmente tra bambini e ragazzi, nonostante l’ombra della recente pandemia sia alle spalle. L‘Italia si distingue come pioniere nella prevenzione del diabete di tipo 1, grazie all’approvazione della legge 130/2023, che ha istituito uno screening specifico. Questa iniziativa riveste un’importanza cruciale, poiché consente di prevenire la chetoacidosi, una complicanza acuta grave associata all’esordio della malattia diabetica.

L’importanza di una diagnosi tempestiva

Attualmente, il 40% delle diagnosi di diabete di tipo 1 avviene in ritardo, con la malattia che si manifesta drammaticamente attraverso la chetoacidosi, portando a ricoveri d’urgenza e possibili danni permanenti. È imperativo emanare tempestivamente i decreti attuativi della legge per individuare i bambini e i ragazzi a rischio, evitando che si giunga a uno scompenso che potrebbe mettere in pericolo la loro vita.

L’insorgenza precoce del diabete, soprattutto nei bambini al di sotto dei 10 anni, comporta una significativa perdita di aspettativa di vita. Tuttavia, una diagnosi tempestiva, seguita da cure adeguate e un controllo accurato, consente di mantenere un’aspettativa di vita simile a quella della popolazione senza la patologia. Gli endocrinologi pediatrici svolgeranno un ruolo chiave nell’educazione e nella prevenzione, informando i genitori sui sintomi da monitorare e garantendo controlli regolari della glicemia.

Incidenze in crescita

Lo screening non solo identifica i soggetti a rischio, ma apre la strada a nuove terapie, come il teplizumab, che può ritardare l’esordio del diabete di tipo 1. È essenziale considerare che l’incidenza di diabete di tipo 1 è in crescita, soprattutto dopo la pandemia di Covid-19, passando da un incremento del 2-4% ogni due anni prima del 2020 a un aumento del 27% fra il 2019 e il 2021.

Diabete di tipo 2 sempre più frequente tra i giovanissimi

In aggiunta è da notare un crescente fenomeno di insorgenza del diabete di tipo 2 tra i giovanissimi, il quale è spinto principalmente da fattori come sovrappeso, obesità e stili di vita scorretti. Questa realtà rappresenta una sfida significativa per gli endocrinologi pediatri, che si trovano ora in prima linea per affrontare questa emergenza sanitaria in evoluzione. Per contrastare efficacemente questa crescente epidemia di diabete tipo 2 tra i giovani, è essenziale che gli specialisti in endocrinologia pediatrica si concentrino attentamente su azioni informative, programmi educativi mirati e iniziative di prevenzione.

L’obiettivo primario dovrebbe essere quello di informare la comunità sulle cause e le implicazioni del diabete tipo 2 nei giovani. L’educazione rivolta ai genitori, agli insegnanti e agli stessi giovani può svolgere un ruolo determinante nel promuovere scelte di vita più consapevoli e nella prevenzione della comparsa precoce di questa patologia. Parallelamente, programmi educativi mirati possono fornire alle famiglie strumenti pratici per implementare abitudini alimentari salutari e incoraggiare uno stile di vita attivo. L’obiettivo è ridurre i fattori di rischio associati al diabete tipo 2, contribuendo così a contrastare la sua diffusione tra i giovani.

Inoltre, l’importanza della prevenzione attraverso esami regolari e monitoraggio della salute dovrebbe essere enfatizzata, con l’obiettivo di individuare precocemente segnali di rischio o sintomi in modo da poter intervenire tempestivamente. Questo approccio proattivo potrebbe significativamente contribuire a mitigare l’incidenza del diabete tipo 2 tra i giovani e migliorare la qualità della vita delle future generazioni.

Fonti: Istituto Superiore di Sanità – Ministero della Salute – Società Italiana di Diabetologia

Potrebbe interessare anche Diabete: le nanotecnologie come nuova strategia terapeutica

Giornata Mondiale del Diabete
Condividi:
ISCRIVITI Subito ALLA NEWSLETTER
non perderti le news!