Italian Medical News

Vaiolo delle scimmie, una “evoluzione accelerata”

Tempo di lettura: 2 minuti

Secondo una ricerca portoghese pubblicata su ‘Nature Medicine’ il Monkeypox virus è mutato in modo “sorprendentemente forte”

Sulla base del Bollettino di sorveglianza congiunto realizzato dal Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (ECDC) sono 29 i paesi della regione europea che hanno segnalato casi di vaiolo delle scimmie. Più precisamente si tratterebbe di 2.746 casi la cui quasi totalità (1.796) sono stati confermati in laboratorio. Seguendo sempre i dati forniti dall’ECDC la maggior parte dei pazienti ha un’età compresa tra 31 e 40 anni e appartiene al genere maschile. Per ora per fortuna non è stato segnalato alcun decesso, ma l’esplosione di questo virus continua a suscitare preoccupazioni.

Numerosi esperti in tutto il mondo hanno avviato studi e ricerche per analizzare dettagliatamente il Monkeypox virus e cercare di capire il perché di questa rapida diffusione, quasi improvvisa. Tra questi, alcuni scienziati portoghesi, i quali hanno pubblicato un interessante studio su ‘Nature Medicine’. Secondo gli autori, il virus responsabile degli attuali casi di vaiolo è mutato in modo sorprendentemente forte. Rispetto ai virus correlati nel 2018 e nel 2019, il patogeno presenta oggi circa 50 differenze nel genotipo” – dichiarano gli scienziati all’interno dello studio. “Un dato 6-12 volte superiore rispetto a quello che ci si sarebbe aspettato per questo tipo di virus sulla base di stime precedenti”.

“I nostri studi mostrano ulteriori indizi sull’evoluzione virale in corso”

“Ipotizziamo una evoluzione accelerata – proseguono gli autori dello studio. I nostri dati mostrano ulteriori indizi sull’evoluzione virale in corso e sul potenziale adattamento del Monkeypox virus all’uomo”. Il coordinatore del lavoro è Joao Paulo Gomes dell’Instituto Nacional de Saùde ‘Docutor Ricardo Jorge’ (Insa), di Lisbona. Prima di questo studio, i maggiori esperti avevano parlato di uno sviluppo piuttosto lento per il patogeno. Soprattutto se confrontato con la velocità di mutazione del coronavirus. 

Gli studiosi portoghesi sospettano che all’origine dei casi di vaiolo ci sia uno o più ingressi da un Paese in cui il virus circoli in modo persistente. Il tutto attraverso ‘super diffusori’ e viaggi internazionali che possono aver alimentato una ulteriore escalation dei contagi. Inoltre, precisano che non ci sono attualmente evidenze sulla possibilità che le mutazioni stiano favorendo la diffusione del Monkeypox virus. Ma allo stesso tempo non è nemmeno possibile escluderlo. 

Potrebbe interessare anche Vaiolo delle scimmie, Oms chiama a consulto oltre 500 esperti

vaiolo
Condividi:
italian medical news
ISCRIVITI Subito ALLA NEWSLETTER
non perderti le news!
ISCRIVITI Subito ALLA NEWSLETTER
non perderti le news!