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Formazione in sanità, predisposte le nuove linee guida

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Dall’attività didattica ai tirocini, le Regioni predispongono le linee guida per i protocolli con le Università

Una serie di principi cardine esposti nelle linee guida messe a punto dalle Regioni. L’obiettivo è eliminare l’estrema disomogeneità nei diversi protocolli che in passato hanno riguardato le Università e la formazione delle professioni sanitarie. Programmazione dei corsi delle professioni, assunzione di iniziative finalizzate ad assicurare il perseguimento dell’effettiva possibilità occupazionale della professione, coerenza tra esigenze formative, impegno finanziario e non solo. Sono davvero tanti infatti, i punti principali analizzati e pronti a far parte dei nuovi protocolli, in concordanza con le Università.

“L’emergenza Covid e i conseguenti provvedimenti resisi necessari per il contenimento dei contagi – si legge nel documento redatto dalla Commissione Salute – hanno evidenziato nelle relazioni tra Università e aziende sanitarie alcune criticità connesse alla erogazione della formazione nei corsi di laurea e corsi di laurea magistrale delle professioni sanitarie. Tali criticità hanno posto in risalto a livello nazionale l’eterogeneità delle risorse e delle soluzioni organizzative. C’è bisogno di maggiore omogeneità”.

“Per questo per le Regioni, nella fase di ripresa attualmente in atto, è necessario quindi cercare di porre rimedio ad un sistema disomogeneo. Sistema che mette in cristi tutti gli attori coinvolti, laddove oggi è invece evidente come sia opportuno intervenire ed investire. Intervenire soprattutto per assicurare che la programazione del numero di posti per i corsi di laurea delle professioni sia sostenuta dagli Atenei e dalle Regioni e Province autonome”. 

Strutture idonee e aggiornamento docenti

Molta importanza verrà data alle sedi dei corsi di laurea. In particolare bisognerà garantire strutture idonee, nonché risorse umane gestionali ed organizzative necessarie. Parimenti, sarà necessario lavorare sull’aggiornamento e formazione del personale docente dei tutor didattici/professionali di tutto il Paese. Ciò è fondamentale per garantire la qualità e l’integrazione dei processi formativi e di tirocinio. (Qui il documento con tutte le linee guida). 

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